La transizione energetica sta accelerando e molti proprietari di case con impianti a radiatori si chiedono se sia possibile dire addio alla caldaia senza rifare l’intero sistema. Le pompe di calore ad alta temperatura rappresentano oggi una risposta concreta: consentono di alimentare i radiatori esistenti con mandata fino a 65–75 °C, mantenendo buoni livelli di efficienza e riducendo emissioni e consumi. In questo articolo analizziamo come funzionano, quando convengono e quali accortezze progettuali rendono il retrofit efficace e duraturo.
Cosa si intende per pompa di calore ad alta temperatura? Si tratta di unità aria-acqua progettate per erogare acqua di mandata più calda rispetto alle pompe di calore tradizionali. Grazie a compressori inverter di ultima generazione, scambiatori maggiorati e refrigeranti evoluti (come R290 o, in alcune configurazioni, R32 o cicli in cascata), riescono a garantire 65–70 °C anche con temperature esterne negative, spesso fino a −10/−15 °C. Questo le rende compatibili con impianti radiatori dimensionati in origine per curve 70/55 °C, tipiche degli edifici costruiti tra gli anni ’60 e ’90.
Il nodo centrale è l’efficienza. Il coefficiente di prestazione (COP) varia in base a temperatura esterna e mandata. Indicativamente, una pompa di calore ad alta temperatura può offrire COP nell’ordine di 2,5 con aria esterna a +7 °C e mandata 65 °C; in condizioni più severe (−7 °C esterna e 65 °C di mandata) il COP può scendere intorno a 1,8–2,0, valori comunque competitivi rispetto a una caldaia tradizionale se consideriamo l’elettrificazione e la crescente quota di rinnovabili della rete. Su base stagionale, in clima temperato, uno SCOP di 2,5–3,2 è realistico quando si adotta una regolazione climatica che fa lavorare la macchina gran parte della stagione a 50–55 °C, alzando la mandata solo nei picchi di freddo.
Compatibilità con i radiatori esistenti. Molti impianti sono stati dimensionati per elevate differenze di temperatura (ad esempio 70/55 °C). La buona notizia è che, con piccoli interventi di ottimizzazione e una taratura accurata della curva climatica, in gran parte della stagione i radiatori possono operare a 50–55 °C garantendo comfort adeguato. Una prova pratica molto utile è la
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